Si volta pagina

Ogni tanto, nella vita, può far bene dare uno scrollone ai fardelli che si stanno portando.
Perché non diventino troppo pesanti.
Perché non ti schiantino a terra sotto pesi non più sopportabili.
I pesi sono quelli dell’abitudine, della routine, del quotidiano…
Così, a fine anno, dopo 25 anni e oltre di servizio spero onorato lascerò la professione che mi ha accompagnato dal momento della laurea, scandendo le miei giornate, i mesi e gli anni.
Una compagna fedele anche se non sempre comoda né facile da gestire.
Non farò più l’ingegnere, in somma.
Potrei parlare di un pre-pensionamento, di un periodo sabbatico a tempo indeterminato, ma mi piace di più pensare di stare voltando pagina.
Di riporre il libro che ho scritto fino ad oggi ed iniziare a scriverne un altro.
Senza canovaccio, un libro nuovo da scrivere a braccio.
Certo non sarà possibile la cesura totale con i lavori in corso, che si esauriranno man mano.
Ma la via del cambiamento è tracciata.
Un po’ di incertezza, naturalmente, forse qualche paura non data a vedere.
Si incomincia una nuova avventura verso orizzonti sconosciuti, per potersi misurare, per poter mettere alla prova le proprie capacità di adattamento, la flessibilità, la voglia di misurarsi.
Non nel campo in cui ti senti più forte.
Lì è sempre facile vincere.
Ma in campi nuovi, dove devi incominciare da capo e trovare la tua dimensione, il tuo spazio.
Dove puoi di nuovo illuderti di essere tu a battere la traccia, al di fuori degli schemi e dei condizionamenti.
Mi piacerebbe percorrere ancora un po’ la via della politica, lo ammetto.
Quel mondo mi ha deluso e ferito ma forse per questo sarebbe giusto rivisitarlo.
Anche se nessuno, in quel mondo, sente il bisogno di cambiamenti reali e profondi che potrebbero portare verso crisi che non ci si sente di affrontare.
Politiche e personali.
Forse farò ancora una capatina in quelle lande, per portare qualche idea, un po’ delle forze che mi sono rimaste ed un briciolo di utopia.
Ma se vi tornerò sarà con la pelle già bruciacchiata, con una idealità strattonata dai maratoneti della politica, dai viaggiatori di lungo corso, quelli prudenti ed accomodanti, quelli che non litigano con nessuno perchènonsisamai…
Tornerò per portare un’idea di cambiamento che non c’è stata perché non sono stato capace di farla sentire una necessità o forse perché sono stato troppo prudente anch’io.
Chissà.
O forse sarà un altro il mio campo di sfida e di battaglia, dove non hai bisogno per forza del consenso degli altri per andare avanti.
Dove fai le cose perché senti che è così.
Dove non cerchi di dare un futuro diverso a chi non te lo ha chiesto.
Con queste poche righe ho iniziato il mio nuovo libro.